Digitized by the Internet Archive
in 2012 with funding from
Brigham Young University
http://archive.org/details/excelsiorazionec00mare2
LUIGI MANZOTTI
jgf [[AZIONE COREOGRAFICA, STORICA, ALLEGORICA, FANTASTICA
in 6 parti ed 11 quadri
MUSICA DI
ROMUALDO MARENCO
**■
TEATRO ALLA SCALA
Autunno 18S1
IMPRESA FRATELLI CORTI
4v M?$ò &Hl li <M&®.
A?
r ^-&rz-a ^ *aj°
2S5.Regcnt Strcct.W.
Proprie/ à letteraria, — Legge 25 Giugno 1S65.
PERSONAGGI
FANTASTICI
Luce, Vergaci Bice — Tenebre, Montanara Carlo — CiYiltà, Flindt Albertina
BEALI
Papin Dionisio Volpini Federico
Tolta Alessandro Cuccoli Angelo
Giorgio, birraio Razzani Cesare
Kunegonda, sua moglie Geninàzzi Giuseppina
Talentino, battelliere, loro figlio Coppini-Bartolini A.
Laura, sua sorella Caprara Kosina
Fanny, fidanzata di Valentino e figlia di Colombo Sparta
Guglielmo, fittaiuolo Radice Luigi
Fritz, battelliere Balbiani Achille
Un altro Battelliere Vismara Cesare
Un Ingegnere (da Bardonecchia) Volpini Federico
Altro Ingegnere (da Modane) Razzani Cesare
Un Assistente (da Bardonecchia) Cuccoli Angelo
Altro Assistente (da Modune) Vismara Cesare
Un Capo Minatore (da Bardonecchia) Balbiani Achille
Altro Capo Minatore (da Modane) Radice Luigi
Geni della Civiltà, della Costanza, Invenzione, Concordia, Fama, Prodigio, Forza,
Gloria, Scienza, Agricoltura, Industria, Valore, Unione, Cantatrici della Gloria,
Battellieri del fiume Weser, Villici, Suonatori, Postiglioni, Fattorini del telegrafo,
Ingegneri, Assistenti, Minatori, Lavoranti del Cenisio, Europei, Africani, Asiatici
Americani, Marinari d'ogni nazione, Capitani marittimi, Aspiranti, ecc., ecc.
DISTRIBUZIONE DELLE DANZE
Quadro li. l.° La Faìna. Danza per le prime 8 allieve. — 2.° La Ci-
viltà, Variazione per la prima ballerina assoluta signora Flindt Albertina. —
3.° Il Risorgimento* Danza (dei Geni della Fama, Costanza, Concordia, Valore,
Invenzione, Amore, Unione e Forza) per l'intero Corpo di ballo e l. a ballerina.
Quadro III. l.° Il Vincitore della Regata. Polchetta per la prima
. ballerina italiana signora Colombo Sparta ed il primo ballerino signor Coppini
Achille. — 2.° Stille rive del Weser. Danza di Postiglioni e Contadinelle,
eseguita da 16 coppie di ballerini.
Quadro VI. I Fattorini del Telegrafo. Galop vivace, eseguito dal Corpo
di Ballo e prima ballerina.
Quadro VII. 1.° La Cosmopolita. Danza per la prima ballerina. —
2.° L 9 Indiana. Danza caratteristica, per la signora Colombo Sparta, con
accompagnamento di Tarabuck. — 3.° Tasso a due, eseguito dai primi
ballerini, preceduto da allegorico Adagio in unione alla signora Vergarli e si-
gnori Montanara e Cuccoli. — 4.° Omaggio a Lesseps. Danza caratteri-
stica di Giocolieri e Danzatrici di diverse parti dell'Egitto, eseguita dall'intero
Corpo di ballo.
Quadro ultimo. La Concordia. Quadriglia allegorico-fantastica delle Na-
zioni, eseguita dall' intero Corpo di ballo e prima ballerina.
ARTISTI DI BALLO
Coreografo, Manzotti Luigi
Fundt Albertina — Coppini-Bartolini Achille
Colombo Sparta — Monti Ersilia
Vergasi Bice — Caprara Rosina — Geninazzi Giuseppina — Foriani Edvige
Montanara Carlo — Volpini Federico — Cuccoli Angelo
Balriani Achille — Razzani Cesare — Vismara Cesare — Radice Luigi
N. 28 Ballerine di mezzo carattere — N. 24 Secondi Ballerini
N. 48 Corifee e Tramagnini — N. 32 Ragazzi
Primo Violino Direttore dei Balli, Pantaleoni Alceo
Ispettore del Ballo, Vigano Davide
ACCADEMIA DI BALLO
Maestro di perfezionamento e dirigente, Coppini Cesare
Maestra di Ballo, Vaghi Angela
Professori di Violino, Peroni Giuseppe — Brambilla Luigi
SCUOLA DI BALLO 1880-81
Cicondio Irene
Bessone Emma
Torri Cleofe
Grassi Annita
Fagnani Amalia
Spotti Angela
Spinelli Elisa
Legnani Annunziata
Paltónièri Giulietta
Sordi Virginia
A spesi Annita
Riganti Paolina
Gini Angela
Orlandi Amalia
Professione Cesarina
Riganti Celestina
Lavezzari Cleofe
Bellinetti Giulia
Brianza Carolina
Torri Dosolina
Colombo Angelica
De Bartoli Emilia
Legnani Cleofe
Tosi Maria
Resnigo Francesca
Algisi Luigia
Talluri Clementina
Marinoni Adalgisa
Lavezzari Giuseppina
Corni ani Teresa
Minetti Ida
Righettila Enrichetta
Legnani Pierina
Ricotti Amalia
Mariani Cecilia
Parronzini Ida
Vercellesi Adele
Gerii Armida
Benetti Ermelinda
Zambelli Emilia
Tonani Innocenta
Righcttini Emilia
Fest Cesira
Bragolanti Irene
Cattella Candida
Colombo Ida
Salmoiraghi Elena
Stucchetti Fiordalice
Rizzi Maria
Sironi Irene
Tettoni Annetta
Sordi Ermenegilda
Morini Cleofe
Orlandi Anna
Bolgeri Adele
Redaelli Maria
Milosa Elvira
Bottinelli Maria
Seregni Erminia
Lovati Adele
Zambelli Angela
Stefanoni Bianca
Stefanoni Margherita
AL LETTORE
4»M~
Vidi il monumento innalzato a Torino in gloria
del portentoso traforo del Cenisio ed immaginai
la presente composizione coreografica.
E la titanica lotta sostenuta dal Progresso con-
tro il Regresso ch'io presento a questo intelligente
pubblico : è la grandezza della Civiltà che vince ,
abbatte, distrugge, pel bene dei popoli, l'antico
potere dell' Oscurantismo che li teneva nelle te-
nebre del servaggio e deli' ignominia.
Partendo dall'epoca dell'Inquisizione di Spagna
arrivo al traforo del Cenisio, mostrando le sco-
perte portentose, le opre gigantesche del nostro
secolo.
Ecco il mio Excelsior che sottopongo al giu-
dizio di questo colto pubblico.
LUIGI MANZOTTI
-HH 5 -
Excelsior OSI
EXCELSIOR
PARTE I. - QUADRO I.
L' OSCURANTISMO.
Notte sinistra e funebre ; lugubre silenzio interrotto soltanto , ad inter-
valli, da un lontano canto, canto di melanconia e di tristezza accom-
pagnato dai rintocchi misurati di una campana che invita a pregare
per T ultima ora degli infelici. Rottami e rovine ovunque, e roghi e
caldaie gigantesche in lontananza.
Povera Spagna ! La Inquisizione ha raggiunto il massimo
grado della sua potenza ; i lamenti delle vittime, che va mie-
tendo inesorabilmente , forman per essa V inno trionfale del
terrorismo e della iniquità.
Il genio , la forza creatrice dell' intelletto , dono divino ed
immortale, la verità inconcussa della scienza, l'impeto sublime
che spinge V uomo ad enumerare e spiegare i portenti del
Creatore, son tutte ispirazioni ingoiate dal Cerbero dell' Oscu-
rantismo, che dalle tre bocche sanguigne vomita superstizione,
ignoranza, viltà.
Il Genio delle tenebre ne gioisce ; egli tiene ai suoi piedi ,
avvinta da pesanti catene , una donna bella quanto il sorriso
di Dio, ma abbattuta e languente.
— tu , egli le dice , tu che fosti Gloria , Progresso ,
Civiltà dell' orbe , guarda , guarda le conseguenze del mio gi-
gantesco potere ; a che valsero le tue grandi opre dei secoli
trascorsi ? A render forse l'uomo meno schiavo o meno super-
stizioso ? No... io giunsi in tempo ed eterno regnerò. Nuovi
tormenti e nuovi tormentati verranno e si succederanno come
le cavallette del deserto, e tu, tu stessa gemerai fra i ceppi,
e l'ora del tuo risorgimento non visuonerà giammai.
Ma la bella donna più non geme, il suo sguardo si rianima,
a poco a poco ; una misteriosa forza le infonde vita novella ,
EXCELSIOR
già scintillano le sue pupille, sente che da so sola può infran-
gere i ceppi che le stringono i polsi, il suo capo va irradian-
dosi di splendore abbagliante. La fiamma del genio si riaccende,
è il Genio della Umanità, la Luce, il Progresso, direi quasi la
sintesi del bene , della fratellanza dei popoli che ingigantisce
agli occhi dell'Oscurantismo, dello spirito malefico delle tenebre,
Cadono infranti i ceppi ed una voce soave, ma profetica, dice :
— Spirito dell' annientamento ! più non ti è ciato gioire ,
V opra tua demolitrice e malvagia ha ormai toccato il suo
termine : curva al suolo lo sguardo , mentre io , spiccando il
volo del Condor , m' innalzerò sulle ali della più ardente fan-
tasia fino a Dio e numererò le sue glorie , i portenti suoi.
Non ti sarà più dato spargere fra gli uomini il germe della
discordia e doll'odio, giacché io li unirò in fraterno amplesso.
Dall' uno all' altro polo parleranno i mortali da te conculcati
ed a tanta distanza gli uni ascolteranno le parole degli altri,
come tu ora ascolti le mie , che annichiliscono il tuo spirito
tenebroso. Scoperte sublimi, opre gigantesche che meraviglie-
ranno 1' Universo , tu imparerai a conoscere , e tali scoperte,
tali grandi opre formeranno la tua decisa rovina. Prostrati
dunque , iniquo , innanzi al Genio , innanzi alla Luce dello
uman genere.
— No, grida il Genio tenebroso, che se ne sta meravigliato
e confuso, no, io non pongo fede a codeste tue glorie avvenire,
e s' anche s' avverassero saprò ben combatterle, annientarle ed
immergerle nel sangue fumante delle vittime mie.
— Guarda, gli dice la donna, guarda e comprendi.
D' improvviso la scena si trasforma , la Luce e la Civiltà
trovansi abbracciate sul globo terrestre , nella reggia sfolgo-
rante dei Geni, e l'Oscurantismo annichilito impreca sì, ma
è vinto da tanto splendore, è soggiogato dalla forza del libero
ingegno.
#>§
8 EXCELSIÒR
QUADRO II.
LA LUCE.
Soggiorno del Genio e della Scienza.
In questo luogo , sfolgorante di ricchezza e di splendore ,
vedonsi le antiche grandezze artistiche di tutte le epoche ed
a caratteri d'oro stanno scritte le scoperte , le ardite intra-
prese che formano il tesoro scientifico dell' epoca moderna ,
cioè : Vapore - Telegrafo - Suez - Cenisio.
Si vedranno i simboli della Scienza, della Forza, dell' Indu-
stria, Amore, Civiltà, Costanza, Unione, Concordia, Valore,
Gloria, Invenzione, Belle Arti, Agricoltura, Commercio, ecc.
"È il trionfo di un' èra novella , di un luminoso avvenire pei
popoli; è l'esultanza dei geni illuminanti l'umanità.
PARTE II. - QUADRO Ili.
IL PRIMO BATTELLO A VAPORE.
Ameno villaggio sulle sponde del fiume Weser, presso la città di Brema, a
sinistra una taverna con alcune panchette, a destra l'albergo della Posta.
Tramonta il sole, è l'ora mesta e gentile, l'ora dell'addio
che gli augelletti, le foglie, le acque ed i fiori danno all'astro
radioso con dolce mormorio di amore e di speranza.
Le acque del Weser bagnano la bella sponda ; odesi in lon-
tananza un canto di navicellieri, ed a quel lieto canto si unisce
con grata armonia un suono di istrumenti. Le voci giulive
vanno man mano avvicinandosi. L'oste esce dalla taverna, se-
guito dalla ostessa.
I felici coniugi guardano dalla riva un battello, che approda
con bandiera sventolante.
EXCKLSIOR 9
— E nostro figlio sclama la buona donna.
— Sì, dice il marito giubilante, sì, è nostro figlio; oh!
quanto sarà felice la buona Fanny allorquando saprà che il
nostro Valentino, il suo fidanzato, è vittorioso.
Fanny giunge anch'essa e divide l'esultanza dei genitori di
Valentino. Vengono altri popolani , tutti vogliono festeggiare
l'arrivo del battello vincitore alla regata, diretto dal giovane
Valentino, il quale giunge trionfante insieme ai suoi compagni,
tra le grida di evviva e di gioia. Ninno sa frenare l'esultanza
e 1' allegro giovanotto fa sventolare la bandiera entusiastica-
mente ed abbraccia tutti , ha una parola per tutti. I brindisi
e V allegria si succedono con quella schietta franchezza del
popolano che ha buon cuore.
Il vincitore e la sua fidanzata , invitati , danzano un passo
caratteristico che termina fra l'ammirazione generale, e mentre
il nome di Valentino corre di bocca in bocca , mentre tutti
parlano della sua vittoria, ecco giungere un altro battello, dal
q:iale scendono altri navicellieri , ma pensierosi e sconfortati :
essi hanno perduto il primo premio. Valentino lo ha vinto, né
sanno , né possono persuadersi di essere stati sconfitti da un
giovinotto imberbe.
Così sconfortati, vanno a sedersi in disparte , la gioia dei
vincitori li irrita. Valentino cortesemente salutandoli li invita
a bere, ma a tanta gentilezza rispondono con un sgarbatissimo
rifiuto, che rimescola il sangue dell'ardito giovinotto. Lo spia-
cevole incidente, che minaccia turbare l'allegria di quella buona
gente, è interrotto dall' arrivo di alcuni postiglioni e di vispe
fanciulle, che danzano e bevono.
— Alla salute del vincitore , grida il padre di Valentino
alzando il bicchiere. Tutti lo imitano, tranne i vinti, il capo
dei quali, mal reprimendo il suo pessimo umore, si avvicina a
Valentino e gli dice :
— Giovanotto , tu hai ragione di cantar vittoria , giacché
sei il primo che abbia avuto 1' audacia di vincermi , ma bada
che quell' orgoglioso canto non ti ritorni nella gola.
10 EXCELSIOR
Valentino gli si avvicina e risponde :
— Giacché a te piace turbare la letizia mia e elei miei
cari, t' impongo spiegarti e presto, m' intendi ?
— Trattasi di cosa semplicissima , ripiglia V altro ; io ti
sfido per domani... sarem soli a remare , sarai solo ad essere
sconfitto.
— Camerata , accetto , dice il leale giovinetto porgendogli
la destra; ma proprio in quel momento scorge un uomo che,
sdraiato presso la sponda e sostenendosi il volto con ambo le
mani, li guarda entrambi sogghignando.
— Perchè ridi tu?... grida Valentino ripiovendo verso lo
strano personaggio.
— Perchè?... risponde l'altro, sempre più ridendo, perchè
mi fate pietà voi altri giovino tti, che confidate tanto nell'au-
dacia vostra.
— La pietà me la farai tu allorquando ti avrò affogato in
queir acqua, esclama Valentino.
L' altro battelliere si slancia , onde porre in esecuzione la
minaccia del compagno, ma l'uomo dall'aspetto strano li trat-
tiene e dice: — Via, meno furia, siate ragionevoli ed ascol-
tate : Voi altri credete d' essere invincibili e non sapete che
s'anche la sorte volesse mettersi dalla parte d'uno di voi due,
ormai la vittoria gli risulterebbe ridicola.
, — E chi osa affermarlo?... grida Valentino; ma l'incognito
interrompe dicendo : — Guarda , vedi tu quel battello che
arriva ?
Valentino guarda, resta meravigliato ; un gruppo di curiosi
va formandosi intorno ai tre personaggi ; lo stupore aumenta
sempre più, quel battello è qualcosa di strano, d'incomprensibile.
• — Osservate bene, ripiglia V uomo misterioso ; quella è la
satanica invenzione dello stregone Papiii (1). Quel battello
(1) Dionisio Papin, inventore della prima macchina a vapore che adattò
ad un piccolo battello nel 1707. Passando il fiume Weser ebbe distrutta
dai battellieri la sua invenzione, lasciando ai posteri V iniziativa.:
EXCELSIOR 11
fugge rapido quanto il baleno , perchè aiutato dagli spinti di
Averno. Lo stregone tenta rovinare gì' interessi di voi altri
battellieri ; i bei sogni del vostro avvenire. Annientate dunque
T infame.
— Corriamo air armi, o compagni, urla Valentino, precipi-
tiamoci sul demone... uccidiamolo.
Tutti corrono ad armarsi e ritornan quindi con pali, picche,
rampini ed accette. — Piangono i bambini , le donne cercano
di metter pace. L'Oscurantismo aizza sempre più la turba fu-
rente, ed il battellino si avanza verso la riva, là ove l'infelice
Papin crede trovare benedizioni e gloria ed ove trova invece
imprecazioni, urli, bestemmie, scherno, distruzione.
— Dannazione e morte!... urla Valentino mettendosi alla
testa dei suoi ; cada V empio negromante , si distrugga quel
battello infernale, si uccida quell'uomo.
La portentosa invenzione del Papin si avanza intanto bat-
tendo le acque chiare del fiume con i movimenti misurati
delle sue ruote.
Valentino si slancia sulla riva e grida con voce minacciosa
al Papin : — Arrestati.
— Che vuoi ? risponde quello.
— Voglio sapere ove vai tu.
— Io vengo, gli risponde Papin, ad accettare le benedizioni tue
e quelle dei tuoi compagni... io vado alla gloria che m'aspetta.
— Iniquo, tu hai trovato morte e maledizione.
Papin, viste le ostili attitudini, tenta rimettere in moto la
sua piccola macchina , onde fuggire , ma i battellieri , senza
lasciargliene il tempo , si sono già precipitati sul ponte del
battello ; Valentino ha già afferrato per la vita il mal capi-
tato Papin e lo ha lasciato cadere nelle onde.
L' Oscurantismo sta in disparte e gioisce vedendo la bella
invenzione ridotta in frantumi, che galleggiano suli 1 acqua.
Tutto è finito pel povero Papin, che nuota come forsennato
tentando guadagnare la riva ; egli già sentesi mancare le
forze... si vede irremissibilmente perduto.
12 EXCELSIOR
I battellieri, sempre più istigati dallo incognito, inveiscono
ancora contro lo sventurato, che ha innanzi agli occhi la di-
sperazione e la morte ; già stanno per finirlo, ma restan con-
fusi, sorpresi ; vedesi accanto al Papin una celeste visione , è
la Luce che sorge dalle acque ; è la Luce , alla cui veste si
afferra lo sventurato inventore.
— Gioisci, ella gli dice, vedi tu quell'iniquo che laggiù se
ne sta tremante ed annichilito?... Egli fu che subornò i po-
polani, i quali distrussero l'opra tua, che a te costò lacrime
e sudori : fa cuore , o sventurato ! tu morrai , sì , ma da me
benedetto , benedetto dagli uomini : mira intanto lo sviluppa
della tua grande invenzione.
QUADRO IV.
PRODIGI DELLA INVENZIONE.
New-York.
Non più placido fiume , bensì agitato mare , che si stende
tra due promontori formanti una gola e congiunti mercè un
ponte di ferro a cinghie, e, mentre sul ponte corre velocissima
una locomotiva, un piroscafo, rapido e trionfante, spinto dal
vapore s' interna nella gola.
A Fulton la gloria, mentre l'iniziativa fu dello sventurate
Papin.
— Osserva, dice la Luce all'Oscurantismo, ecco la grande
opra mia, e non è tutto ; sappi, o iniquo, che il genio non si
domina, che la verità vola sublime, che il duello da te meco
impegnato ti sarà, fatale.
Papin muore ai piedi della Luce , il Genio tenebroso cade
soggiogato.
EXCELSIOK 13
PARTE IH. - QUADRO V.
IL GENIO DELL'ELETTRICISMO.
Laboratori di Volta a Como.
Un uomo nelle cui pupille si legge la potenza dell'ingegno,
nella cui fronte fu vedi l'arditezza del pensiero, i solchi della
meditazione e dello studio , il principio dominante del Volere
è potere. Egli è Volta che giace abbattuto e pensoso accanto
alla pila.
E lavora il prediletto figlio della scienza con queir amore ,
con quella sicurezza, che è principio, dogma delle anime elette,
ma egli non è felice ancora , manca qualche cosa alla mera-
vigliosa scoperta , che a danno della superstizione deve cam-
biare del tutto la faccia al mondo.
Volta porta ad un tratto ambo le mani al capo; un fremito
nervoso lo assale, egli esclama :
— Sì... sì, io riuscirò.
— No, risponde sogghignando il Genio tenebroso, che se ne
sta nascosto fra le cortine di una finestra. Vola come aquila
il tuo ingegno e cerca nelle alte regioni il bene della umanità,
ma tu non vincerai. — Lo scienziato lavora, pensa... ma
nulla egli ottiene che valga a confortarlo e già sentesi avvi-
lito. S' apre una parete a lui d' accanto ed appare la Luce ,
che gli stende la destra sul capo in atto di benedizione.
Ad un tratto , come invaso da sovrumana potenza , egli
scuote l'abbattimento che lo ha assalito, si avvicina alla pila,
aggiunge qualcosa, afferra i due conduttori elettrici, li unisce,
una scintilla illumina la scena!... oh gioia inesprimibile!...
la pallida fronte dello scienziato è raggiante , egli cade ingi-
nocchiato e ringrazia Iddio. Si leva poscia e corre a parteci-
pare ai suoi cari la portentosa scoperta.
14 EXCELSIOR
Il Genio delle tenebre si slancia nel mezzo del laboratorio,
corre verso la pila, afferra i due conduttori, di cui ignora la
forza misteriosa, combatte colle scosse e le scintille elettriche,
resta confuso, paralizzato, vuol distruggerla e vi si accinge
con uno sforzo supremo, ma la Luce ricompare, fa scudo alla
pila e con gesto maestoso addita gli effetti della portentosa
scoperta. Odesi un tintinnio di campanelli elettrici , la scena
si squarcia.
QUADRO VI.
EFFETTI DELLA ELETTRICITÀ.
Piazza del telegrafo elettrico a Washington.
V Oscurantismo trovasi come per incanto in una piazza
di Washington , la piazza del telegrafo elettrico ; egli resta
esterrefatto.
— Combatti ancora, dice la Luce che gli si trova accanto,
combatti dunque, se ti è dato, contro la potenza Divina. È
ormai descritta la parabola della tua infamia , nulla vale
contro colui che riaccese la scintilla del genio pel soccorso
della Umanità , la quale tu rendesti un giorno schiava ed
ignorante.
Esso la guarda , freme , vorrebbe inveire , quand' ecco una
folla di fattorini del telegrafo , alla cui testa sta la Civiltà ,
invade la piazza. La Luce è esultante, l'Oscurantismo abban-
dona quel luogo imprecando e maledicendo.
«K-*
EXCELSIOR- 15
PARTE IV. - QUADRO VII.
IL SIMUN.
Deserto.
L'occhio si perde in uno sterminato orizzonte; veggonsi qua
e là alcune collinette pietrose, alcuni monticelli di sabbia, ora
isolati , ora formanti file ondeggianti ; altrove poche acacie
gommifere, selve di arbusti spinosi ed un po' d'erba interrom-
pono la spaventosa uniformità del deserto. Il cielo è plumbeo.
L'arido piano appare nella sua grande potenza sterminatrice.
Vedesi in lontananza una carovana. I cammelli già. sentono
l'avvicinarsi del pericolo, il rapido dromedario corre spaventato.
m
Uomini , donne e fanciulli in preda a spaventevole sgomento
corrono alla rinfusa invocando un rifugio. — È il Simun , il
terribile Simun, che s'avvicina sollevando l'immenso letto di
sabbia infocata.
Un branco di ladroni del deserto profittando dell' imperver-
sar della bufera e della confusione che regna nella carovana T
passa rapidamente sui destrieri per recarsi a depredare i mi-
seri sbrancati.
Odesi il rumore dell' assalto ed i ladroni ritraversano la
scena velocemente, seco traendo il loro bottino. Le disgraziate
vittime tentano inseguirli , ma una enorme tromba di sabbia
attraversa lo spazio, travolge nelle terribili sue spire uomini
e bestiami come tanti fuscelli di paglia e confusamente rove-
scia gli uni sugli altri.
Nitrii© più conosce ove si trovi , nulla più si distingue ad
un passo di distanza ; la sabbia produce una fitta tenebra ,
cielo e terra sembran congiunti insieme.
A questo sconvolgimento della natura la costernazione è
generale , e sbattuti e malconci pregano gli sventurati atten-
dendo l'ultima ora con monsulrnana rassegnazione.
16 EXCELSIOU
L' oscurità va crescendo e cela vittime e deserto.
Durante la dolorosa scena , un uomo sfidando gì' infuriati
elementi e la morte , corre pel deserto, si arresta poscia, e
sembra che benedica tanta rovina e tanta distruzione.
Egli trovasi nel suo regno — Pesterminio. — Luce, ove
sei tu? esclama. Gloria ed amore dell'uman genere, squarcia,
se ti è dato , queste fìtte tenebre , questo lenzuolo di morte.
A che valsero i tuoi vapori, i tuoi telegrafi?... Arresta l'im-
perversare della procella, arresta il Simun ; indica colla tua
scintilla, a questi figli tuoi dilettissimi, che periscono, un'altra,
via meno perigliosa che li meni alla lor meta senza sfidare
l'incostanza del deserto.
E gioisce l'iniquo Genio, ma d'un tratto gli appare la Luce,
che maestosa gli accenna un punto sull'orizzonte. 11 Genio
delle tenebre resta esterrefatto. ♦
QUADRO Vili.
IL CANALE DI SUEZ.
Ismailia.
Dell'orribile scena desolante e di morte più nulla resta. —
Tutto è scomparso. — In luogo del deserto si scorge un largo
canale, che corre tra due rive sabbiose, lasciando vedere al di
là un bellissimo panorama.
È 1' istmo di Suez.
La bella scena rappresenta Ismailia, che, assisa sulle rive
del lago di Tinsah , ha meritato il nome di Venezia del de-
serto, per la sua gaiezza, il suo movimento , i suoi giardini
ed i suoi piccoli palazzi.
Tutta la civiltà europea è riunita come per incanto in quel
punto dell' istmo, prima affatto deserto. — Tutto è movimento,
tutto si prepara a solenni trionfi.
KXCELSIOR ] 7
Il neghittoso passato è ormai sconfitto , dimenticato. Su
quelle acque vedonsi bastimenti di tutte le nazioni. Nulla
havvi che non sia ornato a festa , è preparata una sfarzosis-
sima illuminazione.
Vedonsi molte tende disposte caratteristicamente , ed archi
trionfali e bandiere. Il tutto forma un insieme fantastico e
sorprendente.
Uomini di tutte le parti del mondo, di tutti i colori, sono
frammisti gli uni agli altri.
I neri del Sudan, gli Abissini e gli altri popoli dipendenti
dal Kedivé , vi sono rappresentati e danzano e giuocano ca-
ratteristicamente.
In quella bella confusione, in quel caos tutto è letizia ; una
limpida giornata di oriente lascia vedere in lontananza la ca-
tena dell' Attaha sul Mar Eosso e le grandi ondulazioni del
deserto e le colline, e i monti dell'Arabia.
PARTE V. - QUADRO IX.
I' ULTIMA MINA.
Il traforo del Cenisio.
Affascinato, schiacciato, ma non ancora vinto dalle grandi
scoperte, dalle opre miracolose, che quali ombre gigantesche egli
vide passare innanzi alle sue pupille affascinate, il Genio delle
tenebre cerca col confuso pensiero ove mai possa arrivare que-
sta civiltà irradiata da luce divina, questa nuova èra, che osò
distruggere il passato e temuto potere dell' Oscurantismo.
Dopo il vapore ed il telegrafo noi lo vedemmo a Suez ed
ora lo troviamo nelle viscere della terra , ove egli si aggira
misteriosamente.
L' uomo, mercè la scienza, nella quale riposa fiducia indefi-
nita, lavora ora per traforare il Monte Cenisio.
18 EXCELSIOR
La perforatrice ha già fatto il suo ufficio e si è ritirata ,
l'ultima mina è pronta.
L' Oscurantismo guarda fremendo V opra grandiosa , vede
T uomo che osa sfidare la natura e vincerla. Nulla , propria
nulla ha potuto opporre ostacolo a quei moderni titani.
Lr ultima mina è dunque preparata ; ingegneri e lavoranti
stanno con animo perplesso. Osservano ancora se tutto sia ben
disposto e si sentono combattuti dalla speranza e dal timore.
L' opra gigantesca sta per compiersi.
Tutti i lavoranti si ritirano dietro ordine dell' ingegnere, la
mina sta per iscoppiare, V istante è decisivo.
Scoppiata la mina, i lavoranti accorrono, sbarazzano il suolo
dalle macerie, ascoltano poscia attentamente, ma nulla si ode
al di là.
Ciò è strano e scoraggiante, l'opra è vicina al suo termine.
si dovrebbero sentire i colpi di piccone dalla parte opposta ,
indubbiamente lo dovrebbero permettere la poca spessezza della
roccia, ma nulla, assolutamente nulla.
L'ingegnere è sgomentato, l'incertezza ed il dubbio invadono
l'animo degli operai, che guardansi angosciati gli uni cogli altri.
— Àbbiam forse deviato ? eglino esclamano.
— Sì, dice uno di essi; sì, noi abbiamo deviato ; tant'opra,
tanti sudori, tant' oro, tutto è perduto.
L'ingegnere consulta ancora gl'istrumenti geodetici, tutto
trova esatto , tutto scrupolosamente eseguito , dunque perchè
tale contrattempo ? qual mai ne è la causa ?
S' odono ad un tratto alcuni colpi al di là della roccia , Li
speranza ritorna nei cuori ; queir istante d' incertezza è inde-
scrivibile. L'ingegnere ascolta attentamente: quei colpi di pic-
cono che dovrebbonsi udire proprio dietro la roccia che chiude
T ampio tunnel, partono invece dalla parte destra ; è dunque
certo che le direzioni dei lavori sono diverse e che al punto
convenuto non s' incontreranno. Con la certezza dello sbaglio
aumenta la costernazione.
Una cupa lontana detonazione interrompe ogni riflessione ;
EXCELSIOR 19
r ingegnere corre verso la diruta parete , sembragli udire dei
colpi di piccone, ascolta più attentamente, quei colpi diventano
più sonori , egli porta ambo le mani al capo in atto di im-
menso giubilo, e chiamando tutti a sé d'intorno, esclama:
— No, noi non abbiamo deviato , V eco e' ingannava , tra
breve V ultimo ostacolo scomparirà, noi abbraccieremo i nostri
fratelli d'oltr'alpe; coraggio, o figli diletti, l'ambita meta è
raggiunta, l'opra colossale sarà- tosto compiuta.
Ordina di attaccare a colpi di piccone il sottile diaframma
che ostruisce ancora il tunnel ; quel comando vien tosto ese-
guito con ansia febbrile ; già odonsi i colpi ripetuti da ambo
le parti, già vedesi qualche foro di comunicazione. I fratelli
che lavorano per la grande opra si parlano , si stringono la
mano in segno di allegria e quel sottile diaframma cade alfine
definitivamente.
Gli ingegneri ed i lavoranti si precipitano gli uni nelle
braccia degli altri, mentre al saluto italiano che rende omaggio
alla grande opra risponde quello di Francia.
La scena è commovente, chi non benedirebbe Iddio in tale
istante di amore e di fratellanza, di fede e di gloria imperitura?
Quel tunnel è invaso da luminosi raggi , per 1' ampio varco
aperto corrono gli operai esultanti, preceduti dalla Luce. —
Tutto è trionfo.
s
QUADRO X.
OSCURANTISMO, LUCE E GLORIA.
Il monumento innalzato in gloria del traforo del Cenisio e del Genia
Umano s' erge maestoso nel mezzo della sema.
11 Genio delle tenebre è furibondo. Vana fu la lotta ch'egli
volle impegnare ; ora vedesi obbligato ad assistere alla gloria
di quei grandi avvenimenti che si svolsero innanzi alle sue
sinistre pupille. Egli vorrebbe fuggirsene , cacciarsi nelle vi-
20 EXCELSIOR
scere dalla terra... Ma la Luce, la sua terribile nemica, lo
arresta e gli dice :
— Tu un giorno mi tenesti schiava... Ed allorquando i miei
sospiri ti turbavano la quiete, tu mi guardavi sogghignando,
additandomi la superstizione e lo squallore, la ignoranza e la
colpa : pure io soffrii, ma non tremai, pensai sperando ma non
maledissi. E tu tremi ora che sei certo della tua rovina e ma-
ledici alle opre stupende create pel sollievo della Umanità.
L'Oscurantismo è in preda alla disperazione: ogni istante
che passa lo avvicina all' ora fatale.
— Tutto è per te compiuto, gli dice la Luce, mentre pel
Genio della Civiltà molto resta da compiere; per te è la fine,
pel Genio Umano 1' Excelsior.
L' Oscurantismo porta ambo le mani ai capelli in atto di
disperazione. La Luce gli fa un cenno imperioso, egli volge lo
sguardo vitreo là dove gli è imposto guardare.
Attraverso la nebbia che ha invasa la scena, l'Oscurantismo
vede tutti i popoli fraternamente riuniti ; ad un altro cenno
della Luce la terra si spalanca ai piedi dello spirito tenebroso
e lo ingoia.
PARTE VI. - QUADRO XI.
APOTEOSI.
CIVILTÀ, PROGRESSO, CONCORDIA.
Grande scena finale.
Il velo sparisce , V apoteosi del Genio Umano chiude la se-
quela dei gloriosi avvenimenti.
Gloria del presente, gloria maggiore dell'avvenire - Scienza,
Progresso, Fratellanza, Amore.
F I TV E .
£T> i a t o n Vpi e oh© i
#
^